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Il vino è vivo. Cresce e si struttura nel tempo. Alcuni vini invecchiano più di altri, ma tutti migliorano sviluppando la propria personalità. Ad un certo punto, per un motivo qualsiasi, qualcuno stappa una bottiglia, così di colpo il vino incontra l'ossigeno. Con un lungo e profondo respiro, scivola attraverso il collo della bottiglia per finisce nel bicchiere. Mentre ancora lo aiutiamo a respirare, lui esplode in tutta la sua bontà e diventa colore, profumo e in fine sapore. Aspettiamo ancora un attimo. Ma il bicchiere diventa piccolo, stretto, il vino non resiste più dentro, così con un ultimo colpo di reni salta fuori dal bicchiere e ci lascia sbalorditi.

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food & wine Tante facce, tanti modi di trasformare i prodotti, di creare i piatti, di lavorare e di essere cuochi, ma soprattutto amici. gallerie_2_10.jpg Facce da cuochi logo 652 3 2
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La cucina é...mani che impastano, coltelli che affettano, acqua che bolle, pentole che sbattono; su e giù, un gran viavai che cresce verso l'ora di punta. Il ritmo accelera, l'occhio del cuoco controlla e dirige in un caos controllato che ben si confà al mio modo di fotografare.

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0 258 logo 12 food & wine Mi piace dire che il mio lavoro mi dà da mangiare...e che piatti! gallerie_12_56.jpg Piatti
16 0 301 logo Ibleide gallerie_16_41.jpg
Giallo infine è il colore che rimane impresso sulla carta, il colore della luce, il colore dei frutti, il colore dei profumi che anticipano un altro inverno che verrà qui in Sicilia. Giallo extravergine è il colore che fuoriesce da questa terra dai forti contrasti e dai toni saturi. Terra alzata dai venti e bruciata dal sole, terra dove uomini e donne da sempre lavorano a mani nude, trasformando il paesaggio e trasformati dagli elementi.
Ibleide è il primo libro della casa editrice Cibele ed è in vendita online.
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gallerie_3_60.jpg Gambero nero

In un universo di privazione come quello carcerario, il cibo diventa un momento in cui affermare i propri gusti e la propria identità. Nel quotidiano di un detenuto la preparazione del cibo, la sua condivisione e necessaria reinterpretazione, diventano un modo per ricordare gli affetti, trasmettere agli altri una conoscenza pratica, condividere un piccolo ed intenso piacere. Per più anni ho fotografato, ascoltato, osservato e seguito i detenuti durante la preparazione del cibo e nella loro vita quotidiana. Il risultato è un ricettario “galeotto” nel quale confluiscono piatti, sapori multietnici e metodi di preparazione provenienti da tutto il mondo.

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E' iniziato tutto quando ero in carcere. Insegnavo fotografia. E ho imparato un mondo intero. Più di cinque anni passati con i detenuti, cercando di capire quel mondo così nettamente diviso dal nostro. Diviso, ma non diverso, perché l'uomo è uomo sempre e deve, per esempio, mangiare. Il cibo, come bisogno e come forma espressiva, è stato quel filo che mi ha permesso di entrare nell'intimità delle celle, di conoscere le storie di chi le occupa 24 ore al giorno. Dal primo progetto ne sono passati di detenuti dalle portinerie, ma io ho cercato modi per tenere aperto questo piccolo spiraglio tra dentro e fuori. Ne è nata un'associazione "Sapori Reclusi" che cerca di legare realtà spesso nascoste con il resto della società.
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È qui che suoniamo al campanello e l’elettronica apre il cancello pesante mentre la porta scorrevole spalanca verso un mondo neppure immaginato prima. Ci chiedono chi siamo, ci fanno mostrare i documenti, depositare i telefonini, mentre i telefoni interni rimbalzano da un luogo all’altro del carcere per avere conferma: chi siamo, cosa vogliamo, se davvero possiamo... “Perché siete qui?”. Per occuparci di cucina. Viene a noi da sorridere prima ancora che lo facciano gli altri.
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1266 generic gallerie_3_30.jpg 3 verticale "Il gambero nero, ricette dal carcere" è un libro fotografico, con testi di Michele Marziani . Pubblicato nel 2005 da Derive e Approdi, è stato recentemente stampato dalla casa editrice Cibele e si può acquistare online. 44 44 810
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Risotto alla "permettete"
Preparate in una pentola del brodo vegetale da tenere a temperatura. In una padella fate andare 250 grammi di seppioline a pezzetti in olio e aglio con aggiunta di prezzemolo verso fine cottura. Intanto tostate 400 grammi di riso con un pò di olio e di burro. Poi aggiungete un bicchiere di latte che, cotto, dà al riso un colore ambrato. Alla fine mantecate con una noce di burro. Spruzzate del prezzemolo tritato e del pepe nero macinato al momento.
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Fusilli all'arlecchina
Tagliate a cubetti una melanzana, una zucchina, una carota, un peperone rosso, un peperone giallo e una patata. In una padella fate soffriggere in olio mezza cipolla e uno spicchio d'aglio. Aggiungete le verdure e fate cuocere per venti minuti. Quindi aggiungete una scatola di piselli scolati e sciacquati e portate il sugo a cottura. Scolate i fusilli al dente e saltateli nella padella delle verdure aggiungendo del prezzemolo tritato.
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Tajine con carne e mandorle
La tajine è una specie di pentola di terracotta usata nella cucina nordafricana. Dentro alla tajine scaldate dell'olio d'oliva e mettete un chilo di carne di vitello tagliato a pezzettini abbastanza grossi. Condite con sale e pepe e fate rosolare per una decina di minuti, quindi aggiungete 4 grosse cipolle tagliate a pezzetti e un bicchiere grande di acqua calda.
A parte fate bollire 100 grammi di mandorle sgusciate in una casseruola, poi sbucciatele e fatele friggere in padella per 2 o 3 minuti e aggiungetele alla carne. Mettete dello zafferano e chiudete la tajine con il suo coperchio. Fate cuocere per altri 30 minuti.
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generic "Non ci sono facce da detenuto. Ci sono sbarre e grate che indicano la separazione tra dentro e fuori." Michele Marziani 44 44 695 3 verticale gallerie_3_72.jpg 1308
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