Questa sera in macchina, tornando da Saluzzo, per tutto il tragitto la luna piena è stata la costante. Sono le otto, no… le sette, ma no sono davvero le otto. A ecco si, l’ora in più…o in meno? …dunque, questa mattina l’ora di sonno è stata in meno, ma poi la luce del giorno oggi dura di più. Insomma la giornata più lunga o più corta o uguale è stata assolutamente primaverile, finalmente. Smonto veloce la mostra fotografica, carico le stampe in macchina e corro a Fossano. Per tutto il tragitto penso di fermarmi a scattare delle fotografie alla luna piena, ma sono pigro o stanco o pigro e stanco insieme, dipende dai punti di vista. Allora lascio che la strada arrivi veloce a Fossano. Dopo aver scaricato e sistemato tutto in studio alla fine giungo a casa, è ormai buio. Entro ma non accendo subito la luce, dalla finestra rivedo la luce fredda, forte della luna filtrare tra le pieghe delle tende. Beh… penso davvero che questa volta la luna vanitosa, (veramente troppo bella questa sera) voglia farsi fare due foto. Così l’accontento.
Come avrete già capito sto giocando con le immagini in movimento, così anche questa volta pubblico un piccolo video. L’ho trovato nel cassetto un po’ per caso. Era lì dal tempo delle pellicole negative e diapositive, del bianco e nero e dei colori su gelatina. Sensazioni forti. Niente a che vedere però con il sentimentalismo nostalgico-patetico, ma l’emozione è sempre forte quando rivedo certe immagini. Pezzi della mia vita. Dalle fotografie fuoriescono tangibili sensazioni, le senti bene. Da qualche parte tra le cellule celebrali del nostro cervello stazionano dei ricordi che pensavamo persi (paradosso). Così talvolta le fotografie agiscono come chiavi per entrare nei meandri della nostra testa. L’immagine entra risucchiata dall’occhio e scorre in un tempo incredibilmente veloce, impercettibile, fino dove i ricordi aspettano di essere tirati fuori. I colori e le forme immediatamente si trasformano con magica alchimia in sentimenti, sensazioni, profumi, musiche quasi reali. Reali. Questi per me sono i ricordi delle immagini. Nel mio computer ad esempio sono sparsi nelle cartelline, nelle sotto cartelle, nei labirintici percorsi fatti di bit, sotto in magazzino invece più materici stanno su scaffali, in grandi scatoloni, sanno di muffa e cartoncino, d’interno di un vecchio armadio. Le fotografie e i sentimenti stanno spesso richiusi in un cassetto, stazionano fluttuanti nel tempo mentre si caricano di sensazioni. Come un buon Barolo accatastato in cantina accumula struttura e bontà . Oggi ho stappato un’annata 1990… o giù di lì.
Un pochino disorientato. Lo sono vedendo le immagini per la prima volta esposte fuori…si a Torino, mentre le modelle sfilano, la gente balla, aperitivi e confusione. Un po’ disorientato quando con il microfono in mano devo spiegare qualcosa… Fuori nevicava come oggi, fuori l’inverno non molla, come oggi lascia sulle strade una quarantina di centimetri di neve. Ai bordi delle strade cumuli alti, montagnette in miniatura… Il mio incontro Eataly con Pino Cuttaia è saltato, già fatico a uscire dal cortile.. Poi penso che tempo fa andavo spesso sulle piste da sci anche per lavoro, girando per l’europa. Fuori fa freddo oggi, mentre scazzo con youtube e provo a fare piccoli video con musica, copyrigth permettendo. Devo, voglio finire anche un video fatto con millenovecentoventritre immagini di Ugo Alciati e la sua brigata al lavoro, amico, cuoco del ristorante “da Guido” a Pollenzo. Mi piace, ma è un lungo lavoro. Poi carico su youtube e qualcuno scrive: “This video contains an audio track that has not been authorized by WMG. The audio has been disabled. Ulteriori informazioni sul copyright. Risolvi problema di copyright”. Provo lo stesso e vedo che sul mio blog la musica non viene censurata…(forse, per ora). Bene, adesso mi sento più in sintonia, più pirata, più fuorilegge. Ci sta.