Archivio di Marzo 2010

MOON

Domenica 28 Marzo 2010

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Questa sera in macchina, tornando da Saluzzo, per tutto il tragitto la luna piena è stata la costante. Sono le otto, no… le sette, ma no sono davvero le otto. A ecco si, l’ora in più…o in meno? …dunque, questa mattina l’ora di sonno è stata in meno, ma poi la luce del giorno oggi dura di più. Insomma la giornata più lunga o più corta o uguale è stata assolutamente primaverile, finalmente. Smonto veloce la mostra fotografica, carico le stampe in macchina e corro a Fossano. Per tutto il tragitto penso di fermarmi a scattare delle fotografie alla luna piena, ma sono pigro o stanco o pigro e stanco insieme, dipende dai punti di vista. Allora lascio che la strada arrivi veloce a Fossano. Dopo aver scaricato e sistemato tutto in studio alla fine giungo a casa, è ormai buio. Entro ma non accendo subito la luce, dalla finestra rivedo la luce fredda, forte della luna filtrare tra le pieghe delle tende. Beh… penso davvero che questa volta la luna vanitosa, (veramente troppo bella questa sera) voglia farsi fare due foto. Così l’accontento.

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Bach: English Suites, BWV 806-808, Vol. 1Glenn Gould e le piadine

Sabato 27 Marzo 2010


L’AMORE AL TEMPO DELL’ANALOGICO

Venerdì 12 Marzo 2010


Come avrete già capito sto giocando con le immagini in movimento, così anche questa volta pubblico un piccolo video. L’ho trovato nel cassetto un po’ per caso. Era lì dal tempo delle pellicole negative e diapositive, del bianco e nero e dei colori su gelatina. Sensazioni forti. Niente a che vedere però con il sentimentalismo nostalgico-patetico, ma l’emozione è sempre forte quando rivedo certe immagini. Pezzi della mia vita. Dalle fotografie fuoriescono tangibili sensazioni, le senti bene. Da qualche parte tra le cellule celebrali del nostro cervello stazionano dei ricordi che pensavamo persi (paradosso). Così talvolta le fotografie agiscono come chiavi per entrare nei meandri della nostra testa. L’immagine entra risucchiata dall’occhio e scorre in un tempo incredibilmente veloce, impercettibile, fino dove i ricordi aspettano di essere tirati fuori. I colori e le forme immediatamente si trasformano con magica alchimia in sentimenti, sensazioni, profumi, musiche quasi reali. Reali. Questi per me sono i ricordi delle immagini. Nel mio computer ad esempio sono sparsi nelle cartelline, nelle sotto cartelle, nei labirintici percorsi fatti di bit, sotto in magazzino invece più materici stanno su scaffali, in grandi scatoloni, sanno di muffa e cartoncino, d’interno di un vecchio armadio. Le fotografie e i sentimenti stanno spesso richiusi in un cassetto, stazionano fluttuanti nel tempo mentre si caricano di sensazioni. Come un buon Barolo accatastato in cantina accumula struttura e bontà. Oggi ho stappato un’annata 1990… o giù di lì.

PRIMA FUORI, POI NEVICA.

Mercoledì 10 Marzo 2010


Un pochino disorientato. Lo sono vedendo le immagini per la prima volta esposte fuori…si a Torino, mentre le modelle sfilano, la gente balla, aperitivi e confusione. Un po’ disorientato quando con il microfono in mano devo spiegare qualcosa… Fuori nevicava come oggi, fuori l’inverno non molla, come oggi lascia sulle strade una quarantina di centimetri di neve. Ai bordi delle strade cumuli alti, montagnette in miniatura… Il mio incontro Eataly con Pino Cuttaia è saltato, già fatico a uscire dal cortile.. Poi penso che tempo fa andavo spesso sulle piste da sci anche per lavoro, girando per l’europa. Fuori fa freddo oggi, mentre scazzo con youtube e provo a fare piccoli video con musica, copyrigth permettendo. Devo, voglio finire anche un video fatto con millenovecentoventritre immagini di Ugo Alciati e la sua brigata al lavoro, amico, cuoco del ristorante “da Guido” a Pollenzo. Mi piace, ma è un lungo lavoro. Poi carico su youtube e qualcuno scrive: “This video contains an audio track that has not been authorized by WMG. The audio has been disabled. Ulteriori informazioni sul copyright. Risolvi problema di copyright”. Provo lo stesso e vedo che sul mio blog la musica non viene censurata…(forse, per ora). Bene, adesso mi sento più in sintonia, più pirata, più fuorilegge. Ci sta.

UNA LEGGERA SCOSSA…

Giovedì 4 Marzo 2010

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Ecco fatto. I detenuti, i cuochi, le autorità e i media si sono incontrati finalmente per il pranzo di fine corso di “Sapori Reclusi” nel carcere di Alessandria. Ecco consumato il pranzo. Ora mi sento più leggero e arricchito nello stesso tempo, svuotato e pieno, una sensazione strana che alleggerisce comunque la mia gastrite di queste ultime settimane. Sarà che comanda la testa, sarà che il corpo reagisce…? le due cose da mesi fanno a pugni, ma ora di colpo è quasi pace. Insomma tregua. Giusto il momento, finalmente per andare una settimana da qualche parte e prendermi un po’ di riposo (chissà poi se resisto al riposo), devo riprendermi… si dice così, ma quasi come se fossi scappato via da me. Sento fortemente che la vita va vissuta a pieno senza troppe limitazioni, sprechi di tempo, ogni secondo di vita va annusato, leccato, gustato, morso, digerito con la pancia e con la testa (appunto la mia gastrite)…ma le vacanze non sono mai state il mio forte. Si beh certo sole, spiaggia, montagne, boschi, passeggiate, musica, lettura, cinema, amici, ecc… mica le aborro, voglio dire a chi non piacciono le vacanze. Lo so che bisogna fermarsi ogni tanto e che fa bene, è necessario. So pure che senza pause poi scoppio prima del tempo; si, si lo so… e tutto il resto. Comunque prometto che mi fermo una settimana. Anzi se qualcuno ha dei suggerimenti o baite sperdute da affittare per alcuni giorni mi dica pure. Ma torniamo in galera, l’altro giorno ci siamo incontrati tutti con un buon spirito: curiosità, piccole paure, voglia di comunicare, voglia di ascoltare, di annusare e di assaggiare questi famosi “Sapori Reclusi”. Siamo entrati alle nove per per preparare. Io giravo frastornato e sballottato da una persona all’altra per parlare, spiegare, organizzare, appendere le immagini nella grande lunga sala rimbombante. I cuochi, contenti di rivedere i detenuti alunni e scambiarsi commenti sull’evento e sulle cose da fare, hanno lavorato ancora tutta la mattina alzandosi alle 6, e sappiamo che per chi lavora in cucina la giornata finisce sempre verso l’una e più, davvero una grande prova di generosità. I detenuti un po’ spaesati da così tanta gente che entrava per vedere e parlare del loro corso. Timidi alcuni, entusiasti e divertiti dalle telecamere e dalla gente da incontrare altri, hanno parlato e scambiato sapori e sensazioni. Si sono quindi intrecciate parole e pensieri e sapori tra gente così diversa, ma che il cibo a messo tutti sullo stesso piano: agenti, detenuti, direttore, cuochi, giornalisti, insomma persone che hanno voluto assaggiare una fetta di questa realtà. Il grande e lungo e alto salone, dalle tipiche finestre a sbarre, i muri spogli e rimbombanti mi davano la sensazione d’essere dentro a un enorme pentolone dove noi tutti bollivamo a fuoco vivo. Un ribollire di umanità sincera, mescolanza di sapori africani, europei, sudamericani e piemontesi. Nel nostro piccolo quindi abbiamo cucinato è offerto un menù per gustare e per capire le persone che vivono una vita all’estremità della società in bilico e oltre la borderline della legalità. Grazie, grazie davvero, grazie ai ragazzi ospiti forzati, grazie ai cuochi, alle istituzioni del Don Soria e chi ha collaborato affinché tutto ciò si potesse realizzare. M’è spiaciuto comunque quando tutti gli ospiti sono pian piano usciti e l’eco si è fatto meno rimdondante. Siamo rimasti solo noi a scambiarci le ultime parole vere, 11 detenuti, Nigeria, Algeria, Bulgaria, Italia, Senegal, Equador, Perù, Marocco, io e il comandante. Mi è dispiaciuto quando ormai girato verso l’uscita ho sentito chiudere la porta a sbarre dietro di me e ho percorso il lungo corridoio che porta all’uscita. Sentire ancora l’ultima porta sbattere e le chiavi dare le mandate di chiusura. Si, sono uscito stanco e soddisfatto, ma devo ammettere che una leggera tristezza mi ha invaso partendo dai piedi come una leggera scossa fin dentro gli occhi.

Parrtecipanti al Corso:

Byron Jacinto, Lam, Said, Maurizio, Victor, Ola, Karim, Houcine, Irinel Marian, Mehdi, Frank Alexis

Cuochi:
Ugo, Gilberto, Paolo, Flavio, Roberto, Davide, Andrea.

Forotafi:
io…


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