Archivio di Ottobre 2009

…A GIA’ IL SALONE DEL VINO

Domenica 25 Ottobre 2009

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Langhe, anzi nell’alta Langa, Prunetto, Camenrana, San Giovanni Belbo. Oggi giro per fotografare castelli, bici, boschi, paesaggi per poi scendere ad Alba a scattare dei ritratti. Sono come al solito di corsa…in ritardo sulla tabella di marcia. Inizio al mattino presto a Prunetto dal castello mentre il sole spara la prima luce del giorno sulla facciata, su quella parte della fortezza. Contrastate le pietre, il prato, il cielo. Scatto, scatto, salgo sulle torri, nel museo, scendo nel cortile, scatto, scatto mentre esco fuori, scatto, scatto, fatto. Un’attimo dopo scivolo tra le curve fino al centro la Pavoncella a San Giovanni Belbo, dove mi aspettano per fare altre foto nei boschi, nei paesaggi, tra le case e  le colline con gente che va in mountain bike. Adesso il sole comincia a riscaldare anche in mezzo alle colline, dove i colori s’accendono di terra marrone bagnata e di prati verdi e di vigne rosse, di giallo dei boschi di castagni, querce, frassini… Insomma come si dice da queste parti “Propi ‘na bela giurnà”…finalmente dopo tutti i rinvii di questi giorni per via della pioggia, era ora. Sono le 12,30. Qualcuno ci porta un panino, un bicchiere di vino, un bounet. Non si rifiutano mai, neanche quando hai fretta e ti aspettano ad Alba. “Causa anomali condizioni del mare tutti i collegamenti tra le isole sono stati momentaneamente sospesi…” mi ha insegnato l’impossibilità di programmare oltre quello che la natura ti lascia programmare. Bene, così riscivolo giù fino ad Alba. Curve, discese, vigne, poco traffico, sole mentre la in fondo vigila lo sguardo del Monviso e… che belle nuvole. Non posso più fermarmi ora. Di colpo nel mio programmare le ore che mi restano, mi balza in mente “oggi s’inaugura il salone del vino…”, ho lavorato alla produzione delle fotografie per lo stand della regione Piemonte…”A già il salone del vino e quando ci vado?” Vorrei vedere il mio lavoro finito. Finalmente arrivo ad Alba, l’appuntamento al cimitero, arrivare al centro non ci provo neanche per via della fiera del tartufo e del caos allegato. Incontro le facce dei soggetti da fotografare stupite-imbarazzate “…vorrai mica fare le foto qui con lo sfondo del  cimitero?” dice Cinzia ” …no, no tranquilla. Vediamo di trovare uno spazio giusto, ma non troppo al sole però.” Per quanto mi sarebbe andato bene anche lì davanti. Si insomma tanto devo solo mettere un sfondo bianco e fare scatti da scontornare e inserite sulle altre immagini di paesaggi e di vigneti e natura…un posto vale l’altro. Ma si cerchiamo un’altro posto, mi convinco di più mentre arriviamo in riva al Tanaro. Veramente le foto sarebbero venute identiche, ma vuoi mettere la vista? La fila di alberi costeggia la strada sterrata, da un lato il fiume scorre piano, sullo sfondo sempre le Langhe mentre un’aria leggera soffia quasi calda e la luce forte del sole comincia a scendere. Tipica giornata autunnale che profuma di foglie secche, caldarroste a un leggero velo di malinconia. Bene dopo un’oretta qui abbiamo finito, smonto lo sfondo, saluto e…a già il salone del vino. Giro la macchina in direzione Torino, questa giornata sembra non finire più. Penso che rientrerò a Fossano un po’ tardi, ma penso anche all’ora in più che aggiungeremo questa notte…giornata veramente allungata oggi, stanotte.

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C’ERA UNA VOLTA IL MIO STUDIO

Giovedì 22 Ottobre 2009

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…ah gia ecco…il mio studio dov’è? Si quello che ogni fotografo, chi più chi meno ha. Un’entrata, foto appese alle pareti, una scrivania, un tavolo per rifilare le foto, computer, macchine foto sparse qua e là…insomma lo studio del fotografo. Dov’è finito il mio? Entro in questi giorni al mattino e faccio fatica a non pestare cose, scatole, libri, pacchetti. “La mia borsa dové? il mio zaino? quelle foto erano appogiate qui, dove minchia sono sparite?”. Questa è una casa editrice cascata sopra il mio studio. Ma quanto spazio prende una casa editrice? Ecco perché la chiamano “Casa” editrice, perché ci vogliono tante stanze, più spazio, più di uno studio fotografico. Aiuto, c’era una volta il mio studio. La sensazione è quella di essere sommerso, coperto, schiacciato in questo periodo di progetti e lavori entusiasmanti si, ma impegnativi molto. Ma chissenefrega, dell’impegnativo e della fatica, che tanto di tempo per riposare ne avremo prima o poi, almeno quello eterno è assicurato. Pace e bene.
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