Archivio di Dicembre 2007

…ANNO NUOVO CESSO NUOVO

Domenica 30 Dicembre 2007

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Come si dice? anno nuovo vita nuova?…questa notte mi sveglia una forte puzza di plastica bruciata che arriva dritta e decisa nel mio naso. Mezzo sveglio accendo la luce e comincio ad annusare tutt’intorno, vicino al televisore, attorno al frigo, dalle prese, ma niente, provo a sentire anche vicino al lampadario spento, ma ancora niente. Mi dirigo allora a piedi nudi e passo incerto verso le stanze. Appena apro la porta del corridoio una densa-nera-materica nuvola m’inghiotte. Fiocchi tipo neve al negativo cadono, mentre mi sposto dei mulinelli d’aria li fanno risalire. Ancora mezzo addormentato mi dirigo verso il fondo praticamente al buio, fino ad arrivare davanti alla porta del bagno. Esito un’istante mentre la mano stringe la maniglia piegando verso il basso, penso al film “non aprite quella porta” o ai documentari catastrofici di sky sui pompieri, dove si vede aprire la porta e il fuoco risucchiare l’ossigeno ed esplodere con una mega fiammata. Apro comunque la porta… Minchia mi ha preso fuoco il cesso… Le fiamme ormai si sono spente da sole non so bene per quale miracolosa causa, invece il perché si sono accese lo so bene…Alle 5.00 comunque il pensiero è positivo, nessuna fiamma assassina, i sanitari sono apposto, si è salvato anche infasil il detergente liquido neutro così delicato sulla pelle. Devo essere stato fortunato perché le fiamme non hanno raggiunto la vicina porta di legno, insomma più fumo che arrosto e vi assicuro in questi casi e meglio il fumo. Più fumo appunto, riminchia mi accorgo che tutta la camera da letto, mobili, comodini, tende ecc… sono cosparsi di una sottilissima minacciosa cenere e via via che accendo luci e mi guardo attorno vedo polvere nera dappertutto. In mutande davanti al vano doccia un po’ affumicato cerco di organizzare e razionalizzare le idee, tossisco e poi ancora. In basso vedo le mie impronte sul pavimento nero ricoperto di quella strana cenere diossinica. Tossisco insistentemente mentre mi muovo ancora nella densa nuvola, finalmente capisco che devo aprire tutte le fineste della casa, così man mano che l’effetto Seveso svanisce entra un gelido ma sano freddo, pieno di rivitalizzante ossigeno, frizzante e sano. Freddo, gelido, frizzante, sano? Troppo, cazzo si gela, devo mettermi subito i pantaloni e il maglione così piano piano smetto di tossire mentre comincia a colarmi il naso. Triminchia adesso che ormai sono sveglio mi rendo conto che dovrò rimettere apposto tutto, cambiare la doccia, dare il bianco, fregare via il nero dalle piastrelle se mai andrà via, svuotare l’armadio e lavare tutto, smontare le tende…e poi anche…ma quanto mi costa risistemare il cesso? …silenzio riflessivo… inizia la parte negativo-depressiva. Mi scazzo e incazzo quando ormai fuori sono le 7,00. E’ ancora buio e continuo a respirare puzza e a soffiarmi il naso (esce sempre la materia nera). Devo uscire, devo uscire adesso, a quest’ora dovrei trovare un bar aperto per fare colazione, poi vedrò cosa posso fare. Uscendo non mi accorgo del cambio di temperatura, perché ormai non c’é più differenza tra fuori e dentro casa, ma quando nel bar seduto vicino al termosifone ordino un bel cappuccino con cornetto sento piacevolmente lo scorrere il caldo verso lo stomaco e decido di fare delle fotografie che documentino i danni per un’improbabile assicurazione o al limite per farne l’ultimo post dell’anno…Già chi non si è ancora accorto che siamo arrivati (more…)

SENZA LE PALLE DI NATALE

Venerdì 21 Dicembre 2007

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Togliendo le palle di Natale, rimangono gli auguri sinceri per tutti, ma senza troppe parole… E per il prossimo anno il calendario 2008 scaricabile dal titolo Human Energy: calendario 2008 è dedicato all’energia e naturalmente all’uomo. Spero vi piaccia, ne ho ancora 30-40 a richiesta per chi lo vuole posso spedirlo a casa a-gratis pago io…Quindi buon anno a tutti D@vide (more…)

PAROLE SICILIANE, PAROLE TIBETANE

Domenica 16 Dicembre 2007

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L’onda lunga del viaggio in Sicilia si scontra con le realtà del rientro e scivola via sulle mille cose che devo fare e fotografare qui a Fossano. Dalla valigia mezza sfatta sul pavimento, escono ancora i profumi di capperi e le bottiglie di malvasia. In studio le immagini sul computer sono quelle delle isole e dei lavori di sala posa. La doccia a casa è quella mia. Mi sento come dopo un viaggio intercontinentale con il fuso orario sbagliato…Nelle orecchie sento le parole in dialetto stretto, capito a metà del contadino che mi racconta della sua casa venduta e di come si viveva molti anni fa a Chiaramonte nel ragusano. I gesti delle mani spiegano come parole storie lontane, di quando giovane pestava l’uva con i piedi, di come suo padre costruiva la casa di famiglia e ancora altre. Parole siciliane nelle orecchie che si mescolano a quelle Tibetane, oggi mentre fotografo il Dalai Lama a Torino. Parole importanti, parole che insegnano. Fotografo in situazioni difficili, mentre giornalisti e fotografi accreditati spintonano al suo arrivo. La luce, la distanza dal soggetto e il flash sono da impostare meglio…scatto e mi muovo tra una giungla di zoom e telecamere che puntano lì davanti, di fianco, sopra… sono a circa 80 cm dal Dalai Lama che parla, appoggio la mano che impugna lo zoom sul tavolo per essere più stabile. Naturalmente devo tagliare i microfoni dall’inquadratura, poi sposto le bottiglie dell’acqua e i bicchieri davanti, mentre i colleghi spintonano e chiedono spazio, ma soprattutto devo scattare al momento giusto. Dalla finestra il sole mi spara in faccia una botta di luce, interessante effetto sulla faccia del Dalai Lama. Così continua la conferenza stampa e alla fine (more…)

C’E’ VITA IN CUCINA

Venerdì 7 Dicembre 2007

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Non mi stancherò mai di dire che io di cucina non ne capisco una minchia…(termine colorito qui in Sicilia per dire niente e… altro) e non parlerò della cucina dei piatti e dei menù e delle stelle, non potrei, ma vorrei raccontare di persone, del lato umano che li ho conosciuto. In questi giorni in cucina ho sentito i profumi e ho visto i ritmi. Ho fotografato gli abili movimenti delle mani che tagliano, lavano, impiattano e ho sentito le parole precise e dirette dello chef, ho visto la fatica scaldata dal fuoco e dai vapori, ho sentito i rumori dell’acciao e i silenzi quasi religiosi di quando già nella sala i clienti mangiano. Ho visto sguardi tenere d’occhio ogni piccolo movimento della brigata, a volte ho sentito i rimproveri e a volte le battute e ancora sguardi rubare il mestiere allo chef. Mi sono entrati nel naso gli aromi semplici e puliti dei soffritti e quelli più strutturati delle teglie uscire dal forno. Ho visto insomma la vita in cucina e di vita in cucina c’è ne tanta. Sono da Pino Cuttaia a Licata nel suo ristorante La Madia, sono qui per fotografare il suo lavoro, come vive in cucina in questo pase siciliano. Quindi da tre giorni faccio parte della brigata con il ruolo di testimone per documentare ogni movimento che possa spiegare i sentimenti che stanno alla base di questo lavoro. Martedì facciamo un giro nel paese, giusto per capire dove mi trovo, poi Pino mi spiega che qui sarebbe un bellissimo territorio, ma che bisognerebbe sistemare ancora molte cose… mi porta nella parte panoramica mentre mi parla delle sue passioni dei suoi progetti. (more…)

IL VIAGGIO

Mercoledì 5 Dicembre 2007

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Sono le 6.15 sulla nave che mi porta a Milazzo. Questa giornata sarà di spostamento, e vista l’ora si presenta lunga. Scendo al porto con il senso di non essere perfettamente sveglio, la bocca impastata, gli occhi appannati poi l’odore ferrugginoso misto a salsedine della nave mentre arrino all’imbarco mi penetra nel naso come i sali per lo svenuto. Ora sono sveglio, sulla nave cerco subito il bar…chiuso. Allora mi siedo nel posto che già conosco, (more…)

STROMBOLI

Sabato 1 Dicembre 2007

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Stromboli è conquistata. Ormai da più di un’anno tentavo di andare a Stromboli senza riuscirci, una volta perdevo l’aliscafo, l’altra faceva brutto e poi riperdevo l’alicsafo, infine non avevo più tempo. Non riuscivo insomma ad arrivarci…oggi però finalmente l’isola è stata conquistata. Sbarco dopo quasi due ore di viaggio. Stronboli è di una bellezza particolare, viva e selvaggia, mai dominata, ma alleata con chi qui ci vive. Ogni isola a un colore diverso che la caratterizza, per Stromboli il colore è il nero. Un nero intenso e profondo, leggibile nelle zone più scure, (more…)