Archivio di Settembre 2007

ZOOM MAGAZINE

Martedì 18 Settembre 2007

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E’ uscita in edicola la rivista zoom magazine del mese di settembre-ottobre dove è pubblicata una mia intervista e alcune mie immagini. Zoom è sempre stata per me una bella rivista di fotografia, dove posso leggere di fotografi, di mostre fotografiche, e della fotografia, quella dell’arte. Ora essere intervistato e avere alcuni miei lavori su questa rivista mi fa veramente piacere. Pubblico le immagini e l’intervista sul mio blog:

Davide Dutto è nato nel 1961 in Piemonte, dove vive tutt’ora, anche se a casa non lo si trova molto spesso. Fotografo professionista dal 1982, vive in simbiosi ormai perfetta con la sua fotocamera. Dalla sua natura infaticabile, dalla voglia di mettersi sempre alla prova, di confrontarsi e di condividere con altri ciò che incontra lungo i suoi percorsi anomali, intrapresi per farci conoscere realtà spesso emarginate ed esclusive.

Molte delle tue serie o progetti si ispirano a realtà poco conosciute e non convenzionali. Come decidi cosa fotografare e perché questa scelta?

Ogni tematica che affronto è per me un’esperienza di vita, c’è sempre un interesse personale in tutte le realtà in cui mi addentro e la mia curiosità di vedere dietro le apparenze è molto forte. Questo mi porta sempre a cercare una scusa per far sì che ogni situazione che mi interessa diventi lavoro o viceversa: così la vacanza sulle isole Eolie diventa un incontro con il mondo dei pescatori, la passione del cibo un’occasione per entrare in un carcere e la documentazione dei lavori di rifacimento di un viadotto autostradale un momento per scoprire il mondo di chi li costruisce. Ci sono sempre delle persone dietro a tutto quello che vediamo, in ogni oggetto che ci circonda. Inoltrarmi in queste diverse realtà è come vivere più vite, nel riordinarle e raccontarle con le immagini riconosco una certa familiarità, un’affinità che mi lega alle persone e ai luoghi conosciuti durante i miei viaggi. In tutte quelle vite e luoghi riconosco la mia vita, il mio modo di essere e di crescere. Il lato estetico di un’immagine non mi basta, una fotografia per me deve essere una storia, nella quale l’uomo è il protagonista.

Trovo la tua serie Borderline molto accattivante, una panoramica su realtà diverse e comunque unite da un filo, una condizione ai margini della società. Com’è nata questa serie e in quali paesi hai viaggiato per mettere insieme queste immagini?

Borderliner nasce dopo un viaggio con amici nei paesi baltici, scattando immagini nelle periferie delle capitali Vilnius, Riga e Tallin. Riguardando le immagini scasttate durante questo viaggio mi accorsi che assomigliavano molto a quelle fatte nelle periferie di molte altre città, come Roma, Lima, Colonia, Milano, Oslo, Torino, Los Angeles e New York. Vedo il confine tra me e quelle realtà, vedo tanti confini, tante linee che dividono il mondo in cui viviamo da tutto il resto, come tra chi sta sulla pensilina della metro e chi seduto all’interno dei vagoni o tra chi lava il vetro della macchina e chi sta alla guida o ancora tra chi cammina a fianco di una persona sdraiata sulla scalinata di una chiesa. Questa sensazione di “borderline” è intrinsecamente legata al viaggio e all’osservatore. (more…)

WWW.PHOTOGRAPHERPRO.EU/DAVIDEDUTTO/

Domenica 16 Settembre 2007

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Da alcuni anni sono socio dell’associazione Tau visual. Qualche giorno fa mi hanno offerto uno spazio web assieme ad altri fotografi europei. Ho appena finito di sistemare la varie tematiche quindi vi comunico il mio link: http://www.photographerspro.eu/davidedutto/ (more…)

“TUTTO DANTE” TOCCATA E FUGA DI BENIGNI

Lunedì 10 Settembre 2007

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Ieri Roberto Benigni ha fatto il suo spettacolo e io sono andato a fotografarlo.
L’inizio è alle ore 21,00, io aspetto nel retro… poi alle 20,45 lui arriva, facciamo alcune foto di rito con sindaco e politici, si cambia e sale sul palco. Comincio subito a fotografare sulla musica di sottofondo mentre saltellando Roberto entra in scena, corre di qui e di la sul palco e saluta il pubblico. Come d’accordo con il tipo dell’organizzazione mi metto di fianco al palco e a debita distanza senza usare il flash. Lunghi teli bianchi di sfondo e alte impalcature simili a tralicci con in cima le luci sono la scenografia. Benigni si muove veloce e gesticola molto, lo inseguo con il mio zoom 28-300 avanti e indietro provo a mettere a fuoco manualmente poi in automatico con varie funzioni, l’illuminazione mi costringe ad utilizzare una profondità di campo minima e la zona di messa a fuoco e veramente poca. Dopo alcuni minuti però prendo la mano e riesco anche a stabilire una corretta esposizione. Fotografo e mi godo lo spettacolo, rido ma resto concentrato sui momenti da fotografare, ascolto le battute e rido di nuovo. Bravissimo come al solito Roberto riesce a coinvogere subito il pubblico nostrano con alcune battute in un piemontese-toscano, cita paesi e personaggi locali con l’effetto personalizzato molto efficace, solo a tratti mi sembra appena giù di tono, mi sembra un po’ stanco, un po solo. La prospettiva laterale dal punto in cui mi trovo tutto sommato è meglio che quella centrale in quanto lo sfondo risulta completamente nero e sgombro di fastidiose strutture metalliche. Faccio parecchi scatti senza spostarmi e vorrei muovermi cambiando più punti di vista, penso che potrei fare meglio… o forse no, perché in fondo mi concentro al massimo sulla visuale che mi è consentita. Dopo più di 400 scatti e circa un’ora senza muovermi però non c’è la faccio più, voglio cambiare posto, quindi provo a spostarmi nell’unica zona dove non dovrei dare fastidio. Vado dietro il palco dove solo le persone dello staff e del servizio d’ordine si muovono e lavorano. Subito mi accorgo di aver fatto la cosa giusta, un gioco di ombre cinesi e Benigni che agitandosi legge la divina commedia mi colpisce e mi piace molto, allora scatto altre 300 immagini esagerando un pochino. Alla fine attiro la curiosità di quelli che li ci lavorano, carabinieri compresi che mi chiedono di vedere le immagini scattate per commentarne l’originalità… (more…)