Archivio di Giugno 2006

ARRIVO A FAVIGNANA

Venerdì 30 Giugno 2006

IMG_1271.jpg

Il mio arrivo a Favignana alcune settimane fa:
“Ancora piccole meditazioni mi girano per la testa prima di addormentarmi, soliti pensieri a volte leggermente malinconici, ma non troppo da impedirmi di chiudere gli occhi per riaprili al suono della sveglia alle 8,30…Colazione, bagagli e via al porto di Trapani per imbarcararmi alla volta delle isole Egadi, …poi finalmente a fine mattinata mi ritrovo a Favignana, un piccolo paesino che da il nome all’isola con un porto pieno di barchette, dove arriva la nostra sproporzionata nave, la luce è forte e i colori del mare di un fresco blu, il paesaggio è caratterizzato dallo stabilimento della tonnara situata vicino una piccola e bellissima spiaggia, di fronte al porto l’antico palazzo signorile del 1874 della famiglia Fiorio.
Sull’isola ho l’appuntamento con il fotografo Favignanese Antonio Noto.
Strano tipo è Antonio Noto, siciliano anomalo, “appena” logorroico e pieno di vita da vendere, fa il fotografo ed è il mio contatto sull’isola, dovrebbe darmi le dritte per fotografare la tradizionale pesca dei tonni… dovrebbe… Al fondo della via principale si trova il suo studio-sgabuzzino tapezzato di foto, cartoline e posters, lui è seduto fuori e aspetta la gente per vendere le sue immagini.
Mi vede, subito non mi riconosce ma dopo uno sguardo prolungato capisce chi sono, l’accolienza è calorosa, alla siciliana, l’invito a pranzo è ben accetto.
La sua casa ereditata dal nonno, naturalmente di nome Noto Antonio, lo rispecchia in pieno, situata a galla su una cava di tufo è bellissima nella sua semplice architettura bianca e squadrata, domina dall’alto il “giardino” infossato dove una volta gli operai estraevano il materiale, ora c’è un buco e dentro buco il suo Eden.
Arriviamo, davanti alla porta ci aspetta la moglie Luisella che ci fa entrare, lei abitava a Roma nel quartiere eur.
Di origine Favignanese, è ritornata a vivere sull’isola per amore dei luoghi e poi di Antonio.
Entriamo, l’interno è accogliente, ogni spazio è sfruttato al massimo dai mobili che vanno dallo stile etnico a quelli del fai da te tipo ikea, dal barocco siciliano, naturalmente quelli della nonna, ad altri che contengono attrezzatura fotografica, abiti e cose di casa. L’archivio delle sue immagini è ultra protetto da strati di polistirolo le cartine contenenti le preziose diapositive a tamponare la permanente umidità.
Tanti libri ammassati l’uno sull’altro, uno mi colpisce, di grande formato edito da mondadori: la storia dei Rolling Stones.
Loro, Luisella e Antonio sono fans del gruppo rock più longevo della storia, mi raccontano la filosofia di vita del gruppo e le analogie con la loro, poi lui critica il modo di suonare del batterista, ” io la batteria la suono molto meglio” dice “ma loro hanno saputo sfruttare la musica e la trasgresione al momento giusto, poi hanno gestito bene nel tempo il successo fino a diventare ricchi e famosi“… e finalmente cominciamo a mangiare.
Dopo pranzo la visita guidata all’antica cava-giardino è obbligatoria, scendendo da ripidi e pericolosi scalini, dove già alcune vittime ne fecero le spese con ossa rotte, si arriva al fondo.
Il giardino e sistemato su vari piani da lui abilmente ricavati in “terrazze” e piacevoli angoli da meditazione, mi porta in ogni anfratto descrivendo le cose che vediamo.
Alte mura di tufo tutt’attorno circondano la cava e lasciano un unica visione incorniciata del cielo e le nuvole “questo è il mio pezzo di cielo” dice e capisco che oltre essere un giardino per lui è una e vera fortezza dove rifugiarsi e difendersi dalle varie traversie della vita isolana.
Vedi l’anno passato ho piantato gli ulivi, mi piacciono, con il tempo diventeranno un boschetto…guarda quelle sono piante di capperi, là sulle rocce crescono spontaneamente, noi li raccogliamo solo per il nostro consumo, ma volendo si potrebbe fare una raccolta per la vendita.
Poi con orgoglio mi fa vedere il magazzino ricavato da buchi nel tufo e i fossili che spuntano dalle pareti bellissimi, poi ancora mi racconta di vicende familiari e storie di vita alla siciliana su un’isola che gli sta sempre più stretta, ma che non potrebbe mai farne a meno… continua incessantemente, mentre io tramortito sotto il sole cocente ascolto a fatica le storie dei suoi incontri con famosi fotografi del calibro di Salgado e Roiter e i suoi pensieri sulla fotografia…
Ora però fortunatamente bisogna andare ad aprire il suo studiolo, sono già le 16,00 quindi prendiamo la mia macchina e torniamo in centro di Favignana, sono un po’ preoccupato perché nel parlare con Antonio è emerso che la mattanza di quest’anno è in forse e io sono qui esclusivamente per questo.”
.
IMG_1245.jpg

IMG_0135.jpg

IMG_0241.jpg

file036.jpg

IMG_9876.jpg

0013.jpg

IMG_9988.jpg

IMG_9666.jpg

IMG_9768.jpg

LUCI, COLORI PASTELLO E ULIVI

Lunedì 26 Giugno 2006

IMG_77012.jpg

Da tre giorni sono arrivato a Chiaromonte Gulfi, un paesino nel ragusano, dove io e Marco ci incontriamo con Michele Marziani giornalista, con lui collaboro nel campo dell’enogastronomia da alcuni anni.
Siamo ospiti del nostro amico Lorenzo Piccione, produttore di olio di oliva “divino”, la sua ospitalità supera ogni aspettativa.
La casa è bellissima in alto a Pianogrillo, dalla mia stanza si esce su una grande balconata panoramica dove la sera con il sole che tramonta posso fare la doccia a lato di un grande fico d’india dai fiori gialli.Da quel punto la visione è quella degli ulivi spesso secolari sparsi su tutto il territorio. In questo periodo, mi dice Lorenzo, l’oliva si libera della parte del fiore ormai secca e nasce pronta alla sua vita.
Il verde particolare delle foglie mi colpisce, si scontra con il blu del cielo e nonostante la marcata saturazione il risultato delle fotografie scattate è quello di colori pastello delicati e chiari, pieni di luce come del resto qui tutto.

IMG_1863.jpg

IMG_18601.jpg

IMG_8441.jpg

IMG_1974.jpg

0012.jpg

888.jpg

IMG_77011.jpg

LA TECNOLOGIA

Venerdì 23 Giugno 2006

IMG_28111.jpg

Alcuni giorni fa:

A
volte per il pesce il passaggio dal mare al piatto è breve, questa volta passa direttamente dal computer.
Di sicuro questa in Sicilia e per me la trasferta più tecnologica di tutte…ho il collegamento internet con il bluetooth, lavoro in tempo reale con il mio studio dove, chi per me, c’è chi scatta delle foto in sala posa, me le manda, io le sistemo e le rimando al cliente, con il video telefono riesco a vedere una mostra allestita per me da Cristina e dare gli ultimi aggiustamenti, dalla nave nei tempi di spostamento spedisco mail e controllo sui siti delle informazioni utili per il mio lavoro, dalle isole in fine ho attivato il mio nuovo blog…
Adesso sto per pranzare con di fianco il computer acceso, nel piatto ho dei pesci arrostiti, guardando la foto aperta mi accorgo che è quella del pesce che sto per mangiare, forse ho esagerato con la tecnologia, il pranzo mi fa un po’ impressione… non importa qui la vita e forte e diretta anche se stai lavorando in alta tecnologia…e allora mangio.

VIAGGIO QUOTIDIANO

Giovedì 22 Giugno 2006

IMG_1571.jpg

Alcuni giorni fa:
In questi giorni mi sposto molto a piedi, in l’aliscafo o in la nave, come ora che sono le 22.18 e sto andando da Lipari a Salina. Questa sera ho mangiato velocemente da Bartolo con Marco che è appena arrivato da Fossano, perché devo imbarcarmi alle 21,00.
Mentre ceniamo ci passa a trovare Emilie; lei vive qui, vorrebbe girare il mondo e comunicare le sue sensazioni di vita attraverso le immagini, parliamo di varie cose un po’ superficialmente ma tanto in questi giorni dovremmo vederci nuovamente per continuare…devo scappare, pago la cena e mentre vado al porto c’è ancora il tempo per fotografare la processione, una classica, alla siciliana. Scatto foto, ma devo correre via subito per non perdere la nave.
Spostarsi in mare, per me che vivo ai piedi delle alpi, sembra sempre una cosa eccezionale specialmente nella quotidianità, come questa sera con la nave semivuota, fuori è buio il mare dondola appena l’imbarcazione. Sono seduto davanti al televisore che salta da un’interferenza all’altra, alcuni politici discutono con i soliti toni irritanti a porta a porta, ho una strana sensazione di essere in viaggio ma anche a casa.
Mi piace osservare, mi piace di più quando osservare fa parte del mio lavoro, viaggiando incontri sempre gente diversa e posti che non hai ancora visto, tutto a volte diventa normale anche addormentarsi mentre stiamo attraccando e allora corro per sbarcare oppure mi ritroverò su un altra isola…

IMG_1462.jpg

IMG_1476.jpg

IMG_1452.jpg

IMG_1484.jpg

IMG_1811.jpg

IMG_1814.jpg

IMG_1833.jpg

Giovedì 22 Giugno 2006
COMUNICATO STAMPA
17-06-2006E’ in edicola un’edizione speciale
(giugno 2006) della rivista nazionale
L’ASTRONOMIA
(www.lastronomia.it)
con un supplemento di 68 pagine
dedicato alle meridiane attraverso l’opera
dello gnomonista Lucio Maria Morra
e le fotografie di Davide Dutto,
con la prefazione del Prof. Mario Cavedon.LMM-NEWS-005-1.jpg
La prefazione del Prof. Cavedon e una anteprima della pubblicazione sono disponibili in internet alla pagina http://www.luciomariamorra.com/rassegna/2006-06-lastronomia.html.

I testi sono disponibili in internet alla pagina http://www.luciomariamorra.com/gnomonica-i.html.

Per ogni altra informazione: info@luciomariamorra.com.

ANALOGIA PER FOTOGRAFIE

Mercoledì 21 Giugno 2006

IMG_7749.jpg

Con il termine analogia si indica una relazione di somiglianza tra due oggetti o pensieri. Si differenzia dalla “identità” perché quest’ultima indica una coincidenza perfetta tra i due termini a confronto. Nel caso dell’analogia vi sono solo alcune caratteristiche che coincidono, determinando una somiglianza. Somigliare significa “apparire come” pur restando differente. In tal caso tutta la produzione artistica di stampo naturalistico opera nel campo della analogia: produce immagini o sculture che sono solo rappresentazioni ma non la realtà, ma che con quest’ultima conserva un’evidente somiglianza, o analogia, perché ne replica la forma o l’immagine.

Questa volta sono davanti a una pescheria di Lipari, il pesce esposto all’entrata è un pescespada, infilza un cartello con la scritta pescespada €.15 kg.
La signora che presumo sia la moglie del pescivendolo, esce e mi invita ad entrare, con orgoglio mi dice “guardi, guardi che bel pesce fresco, fotografi fotografi pure“, io fotografo…e subito mi viene in mente l’analogia con “il tonno e la bic” a Favignana (vedi articolo 2 del 08 giugno).
.
IMG_7767.jpg

IMG_7791.jpg

IMG_7770.jpg

VIVA L’ESTATE

Martedì 20 Giugno 2006

IMG_7654.jpg

Questa mattina qui in Sicilia la temperatura è molto alta, domani sarà il solstizio d’estate e questa notte sarà la più corta dell’anno, ovvero domani il giorno più lungo…in queste giornate puoi incontrare ragazze siciliane all’ombra di una palma per ripararsi dal torrido sole.
Viva l’estate, VIVA LE SICILIANE.
.
IMG_7700.jpg

IMG_7701.jpg

VULNERABILI IN AMORE

Domenica 18 Giugno 2006

IMG_34122.jpg

Succede a volte ai pescespada della Sicilia di essere particolarmente vulnerabili in amore, quando verso giugno e luglio si corteggiano nuotando a pelo d’acqua.
Il maschio compie salti spettacolari per attirare la femmina, vuole convincerla che lui è il tipo giusto, così che in quel periodo i pescatori Messinesi, usando un tipo d’imbarcazione chiamata Filuca, insidiando il pesce con una antica tecnica.
La barca è modificata con un lunghissimo trampolino a prua, dove un pescatore rimane pronto con l’arpione, un altissimo albero, in punta al quale tre o quattro persone di vedetta scrutano il mare per dirigere l’imbarcazione verso gli ignari pesci in amore.
Succede a volte che il pescespada eccitato dal corteggiamento non si accorge del pericolo e al posto di incontrare la sua corteggiata incontra l’arpione dei pescatori…
A volte anche a noi, come ai pescispada, succede di essere più vulnerabili in amore.

IMG_3795.jpg

IMG_1127.jpg

IMG_3561.jpg

IMG_3586.jpg

IMG_1226.jpg

IMG_3635.jpg

IL CANE DA PESCA

Domenica 18 Giugno 2006

IMG_11831.jpg

Sapevo del cane da guardia, di quello da tartufi, del cane da caccia o da compagnia, del cane da difesa, di quello per i ciechi e del cane da corsa o da riporto, ma non sapevo ancora dell’esistenza del cane da pesca. L’ho trovato sulla Filuca (tipica barca per la pesca del pescespada con l’arpione) durante una lunga giornata di pesca nel mare piatto al largo delle isole Eolie.
L’imbarcazione naviga lenta e tutti a bordo scrutano il mare alla ricerca dei pescespada, compreso il cane che andando su e giù annusa l’aria e guarda verso il mare riuscendo a individuare il pesce sempre prima di me.
Allora io seguo il cane, così riesco a fotografare il salto del pescespada.

IMG_3642.jpg

IMG_36471.jpg

IMG_3649 copia1.jpg

IMG_3470.jpg

INVITO A PRANZO

Venerdì 16 Giugno 2006

IMG_3208.jpg

Salina isole Eolie, ho l’ppuntamento con Francesco Fenech, noto produttore dei famosi capperi di Salina e della ancor più famosa Malvasia, devo fotografare le raccoglitrici di capperi al lavoro.
Faccio molte foto sotto un sole cocente, ma il posto è bellissimo e il tempo scorre via velocemente, ormai si è fatta ora di pranzo andiamo al ristorante Porto Bello, di Cataffo Teodoro, dove Francesco mi promette un pranzo speciale, cucina tipica fatta di prodotti freschissimi, dice “quando si tratta di pesce qui non si scherza…” e mentre ci sediamo incontriamo Antonello Randazzo pescatore di professione anche lui per pranzare, mi presenta come un bravissimo fotografo qui a Salina per immortalare la vita degli isolani, Antonello ci dice che presto andrà a pesca di pescespada e accetta volentieri la mia immediata proposta di fotografarlo in mare mentre pesca.
Non ho parole, io tipico padano, anzi piemontese, abituato a programmare e pianificare su basi concrete, mi accorgo che la filosofia di vita qui sulle isole è quella del destino e i risultati sono stupefacenti.
Dopo 15 giorni di telefonate e incontri per organizzare senza alcun risultato un servizio fotografico sulla pesca dei tonni e pescespada, ora mi viene servita su un piatto d’argento l’inattesa possibilità di farlo immediatamente; prendo subito accordi, numeri di telefono, sembra che la cosa si farà.
Poi cominciamo a mangiare, inutile dire che il pranzo supera ogni aspettativa, l’antipasto già m’incanta alla vista figuriamoci i gusti; incapace di descriverli tecnicamente mi limito a dire che è stato un delirio libido-gastronomico e ad annotare il menù: gamberetti rossi crudi con salsa di yogurt, cassata di tonno con cipolle, spada crudo al gratin, cernia cruda alla Porto Bello, saltiamo i primi e prendiamo direttamente un misto i pesci arrostiti deliziosi, sorseggiamo il vino bianco di sicilia Fenech, poi di dolce una cassata siciliana, la visione in fine è quella del faccione di Fenech sazio che ride con i resti del pranzo nel piatto, forse avrei preferito una bella presenza femminile, ma ora mi sembra di chiedere troppo, per oggi sto bene anche così.

doppia001.jpg

doppia002.jpg